L'equipaggio


Vuoi partecipare?

Avventura straordinaria, occasione unica: questa è la prima definizione che ci viene in mente. Intorno a un selezionato nucleo di amici che stanno organizzando questo Passaggio a Nord Ovest si è raccolto un equipaggio di persone motivate e volenterose, disposte ad affrontare le incognite di questo viaggio eccezionale nell'Artico americano con spirito di altruismo, disponibilità e amicizia. Le qualità nautiche sono chiaramente importanti, ma non prevalenti rispetto a quelle umane.
Per far parte del gruppo è necessario diventare Soci dell'Associazione e presentare la domanda che vi verrà inviata su richiesta. I primi cinque membri, per i quali è necessaria una conoscenza della navigazione oceanica, parteciperanno su base cost sharing.
L'equipaggio prenderà parte attiva alla preparazione della spedizione contribuendo fin da subito con le sue capacità.


Nanni Acquarone

Ingegnere, ha lavorato in IBM fino al 1995.
È sposato con tre figli e sei nipotini, ha 68 anni e naviga in vela dal 1963, prima in Mediterraneo e dal 1967 sempre come skipper, poi dal 1983 nel Baltico e nella Manica. Dal 1995 ha cominciato a solcare tutti gli oceani, visitando Portogallo, Golfo di Guascogna, Olanda, Canarie, Madera, Isole del Capo Verde, Azzorre, Patagonia, Isole Falkland, Capo Horn, Scozia, Irlanda, Thailandia, Malesia, Nuova Scozia, New England, Columbia Britannica, Baja Californa e Isole Fiji, Far Oer, Islanda, Jan Mayen e Norvegia, accumulando non meno di 50.000 miglia.
Dal 2008 naviga con Best Explorer nell'Artico tra i ghiacci, spingendosi fino oltre gli 80° nord. Ha recentemente pubblicato il libro: "Best Explorer - Dal Mar Ligure al Mare Glaciale Artico", Edizioni Il Frangente.


Nicoletta Martini

Romagnola di Cesenatico, classe 1958. Ingegnere chimico.
Ampia esperienza di navigazione d'altura in Mediterraneo. Navigazioni oceaniche in aree di marea (Bretagna, Scozia, New England, Nuova Scozia), Danimarca, Mar di Cortez, Malesia, Fiji. Nel 2005 circa 2000 miglia di Pacifico "a due" a bordo di un OVNI 32'. Naviga con Nanni dal 2000


Mario Acquarone

Laureato in scienze naturali a Milano, PhD sui trichechi in Groenlandia, è Segretario Scientifico della NAMMCO, organizzazione intergovernativa per i mammiferi marini del Nord Atlantico. Guida naturalistica polare, ha organizzato e partecipato a sei spedizioni di ricerca in Groenlandia e sei spedizioni di esplorazione alle Svalbard e Groenlandia. È sposato con un figlio, ha 43 anni, dal 2007 vive con la sua famiglia a nord del Circolo Polare Artico a Tromsø in Norvegia.
Figlio di Nanni, è praticamente nato in barca a vela. Fa parte dell'equipaggio del Best Explorer dal 1992.
Ha cominciato a navigare in Mediterraneo e durante gli ultimi quindici anni ha percorso regolarmente il Baltico, l'Atlantico del Nord e i mari intorno alle Svalbard e la Groenlandia, senza dimenticare un paio di spedizioni tra le Falkland, Georgia Australe, Shetland Australia e Penisola Antartica.


Cristina Lombardi

Nata nel 1958, architetto poi webdesigner, si dedica ora esclusivamente alla navigazione, in particolare a progetti di navigazione d'altura per il reinserimento di adolescenti problematici, in qualità di skipper.
Scopre la vela nel 1976 e dall'età di 20 anni inizia l'attività di insegnamento, prima come istruttrice di deriva poi di altura, e in seguito come formatrice di capi-barca crociera. Quale skipper, in crociera, trasferimento o regata, ha navigato in Mediterraneo e Atlantico in tutti i Paesi dalla Grecia alla Scozia, dalla Manica alle Isole Atlantiche, ai Caraibi e USA.
Nel 2009 Ha partecipato a due regate atlantiche in solitario, Bretagna-Martinica e Azzorre-Bretagna. Nel 2010 ha preso parte a una spedizione in Antartico su un OVNI di 12 m, e ha navigato con Nanni su Best Explorer alle Isole Svalbard.


Filippo Mennuni

Marinaio e navigatore, ha percorso un gran numero di rotte marittime al comando di imbarcazioni a vela di ogni tipo. In trent'anni, con oltre 190 mila miglia percorse, ha navigato dal nord Atlantico alla Terra del Fuoco, dal Mediterraneo alle Antille, dall'Oceano Indiano al Pacifico Meridionale. Ha collaborato con importanti cantieri ed architetti per la realizzazione e il reffitting di famosi velieri, tra cui il 3 alberi a vele quadre "la Boudeuse", con cui poi ha raggiunto l'Amazzonia ed esplorato alcuni grandi fiumi sud americani.
Collaboratore di varie emittenti televisive ha organizzato e sostenuto diverse spedizioni a carattere scientifico e culturale. In passato ha corso regate d'altura e transoceaniche ottenendo ottimi risultati.
"Ho una predilezione per le navigazioni in mari freddi e con rotte poco battute" - racconta - "in cui la natura ti mette davvero alla prova e dove contano le qualità della persona, la resistenza, lo spirito di adattamento, la competenza tecnica e la gestione del proprio morale. Mi piace giungere in luoghi dove sono state poche persone prima di me o addirittura nessuna. Credo che l'andar per mare sia oggi l'ultima avventura possibile per un uomo normale. Amo la notte nell'oceano, il suo profumo e il suo rumore. Ci si ritrova faccia a faccia con se stessi, senza compromessi.."


Giancarlo Superti Furga

Classe 1933 Ingegnere.
Ha iniziato l'esperienza velica nel 1954 su un gozzo ligure a vela. Poi per oltre 30 anni istruttore, capobarca, comandante alla scuola CVC. Ha solcato molti mari del globo. Dalle Azzorre a Capo Verde, dalle Seichelles alla Tasmania,da Puertorico alle Bermuda ed a New York, alle Ebridi in Scozia.
Con Nanni Acquarone sul "Best Explorer" in Norvegia tra i fiordi delle Lofoten e delle Vesterålen


Roberto Oberti (detto Spinone)

Classe 1948, dirigente d'azienda.
Inizia l'attività velica a 15 anni sulle derive. A vent'anni inizia a navigare su cabinati da crociera e regata prima come equipaggio e poi come skipper. Da oltre 40 anni è istruttore, capobarca e comandante del Centro Velico Caprera (CVC). Dal 1975 al 1990 è stato il responsabile dei corsi crociera ed altura del CVC.
Nel 1985 ha coordinato la realizzazione della gemella di Best Explorer, armata a goletta per i corsi altura del CVC, curando anche la didattica e la formazione dei comandanti. Dal 1993 al 1999 è stato presidente dell'Associazione Allievi CVC, uno dei tre soci del CVC. Negli ultimi venti anni ha navigato in Atlantico attorno l'Europa e ha partecipato a tre regate atlantiche. Due come skipper con equipaggio: Boston/Liverpool, Halifax/Amsterdam. La terza regata in coppia dalla Bretagna alla Martinica. Interessato alle regioni polari, ha partecipato a trekking con cani da slitta.


Heike Schmitz-Zilli

Sono nata in Germania nel 1941 e da tempo vivo a Roma, sposata con un Italiano. Ho cominciato ad andare in barca a vela all'età di 53 anni. È stato al Centro Velico di Caprera dove ho imparato le basi della vela concludendo quattro corsi fra 1994 e 1998. La prima "grande" crociera nel 2000 con Nanni nell'Atlantico. Ne sono seguite altre in Mediterraneo, Atlantico, Baja California, Vancouver Islands, Norvegia e questo con Skipper diversi. Mi piace il mare perché non è mai uguale, gentile o cattivo che sia procura sensazioni uniche. Le notti stellate in mezza al mare sono impagabili, così come l'amicizia fra marinai.


Piercarlo Antonelli

Per sopravvivere fa l'avvocato a Milano; per vivere molte altre cose. Tra queste lo sport e l'avventura, il mare e la montagna, sono le sue preferite. Ha praticato svariati sport tra i quali, in montagna, l'arrampicata e lo sci alpinismo. Si è avvicinato alla vela relativamente tardi ma dal 2004 ha navigato molto: 25.000 miglia, principalmente in Mediterraneo, partecipando, sia come armatore che come membro di equipaggio, diverse volte a quasi tutte le regate d'altura; dalla Middle Sea Race alla Roma x Due alla Giraglia. Ha traversato l'Atlantico sulla barca di e con Vittorio Malingri. E' stato per molti anni volontario del soccorso su ambulanze.


Salvatore Magri

Del mare da sempre inseguo l'odore.
Da sempre.
Dal 28 giugno 1956.
A Napoli – racconta mia madre – l'ospedale civico ha grandi finestre e così lei metteva la culla vicina vicina come se avessi potuto davvero vedere il mare.
Non lo vedevo ma ricordo ancora l'odore. Che era quello di mio padre, marinaio da prima di suo padre, che non riusciva a guardare quattro pezzi di legno senza immaginare una barca.
Così cresco ed emigro a Roma, che non è proprio sul mare e la ricerca si fa più difficile ma insisto, ormai naturalmente, senza comando, sempre, anche quando in giacca e cravatta discuto di sistemi di pagamento, magari in convegni europei, magari in inglese.
Uno vestito per bene che parla in inglese e pensa all'odore del mare. Che era quello misto a cipolla degli spaghetti di Pupa, sul Grande Zot, e tutti, Giancarlo, Pupa, io a dondolare, naso all'aria, con la bocca sporca di sugo.
L'odore che inseguo dovunque, cento volte nell'Egeo e per lo Ionio, ad imitare Ulisse, e più su lungo le coste dalmate, e dopo la traversata atlantica, il Canada, i Carabi e ancora Panama e il Canale, ovunque l'odore mi conduca.
Ho provato a tradirlo a volte, adoro la montagna, ferrate d'estate e sciate invernali, ma ha un altro profumo, poi in aria con il parapendio a respirare forte e in moto a cercare il vento, ma sono avventure di un momento, il cuore è sempre lì, al mare.
Quando uno lo dice "mi piace il mare", sembra una cosa così, una cosa qualunque, come tante: mi piace la cioccolata, mi piacciono i cavalli, mi piace il mare…invece chi ti ascolta dovrebbe fare più attenzione a quello che gli stai confidando, che è un modo preciso di vedere la vita, gli uomini, il mondo… da lontano con rispetto, abbracciandoli con lo sguardo prima di toccarli con le mani, avvicinandoti con garbo come una carezza, pieno di comprensione e pietas per l'umanità intera, compagna di viaggio che consuma tutte le strade. "Mi piace il mare" è costruire il viaggio con perizia e sagacia, misurando e scrutando le carte, impostando una strategia di manovre azzeccata al momento.
"Mi piace il mare" è costruire un viaggio senza essere il padrone del viaggio e tu lo sai che il vento non ti pensa e neanche l'acqua e potrebbero decidere tranquillamente di fare diverso da sempre…e io lo so ma continuo a cercare il porto…questa volta tra i ghiacci.


Pietro Grossi

Da qualche anno, per fortuna, campo dei miei libri, buona parte dei quali pubblicati con Sellerio, l'ultimo con Mondadori. Prima che mi andasse bene con i libri, ho fatto un pò di tutto: dal barman al pubblicitario, dal correttore di bozze allo skipper. Sì, vado in barca fin da molto piccolo.
A quindici anni partivo la domenica mattina all'alba verso il mare per stare al timone di un laser o un 470, a 19 anni ho traversato l'Atlantico e ho poi passato diversi mesi ai Caraibi. Ho anche lavorato spesso in Mediterraneo, soprattutto a luglio per poi pagarmi le vacanze con gli amici in agosto. Ormai però finisco per fare soprattutto crociere con gli amici, ed è da un pò che sento la nostalgia di mari più grandi.
Potete dunque capire che quando Stefano – il fotografo e ormai amico con cui spesso collaboro per Vanity Fair – mi ha proposto di fare un pezzo sul Passaggio a Nordovest e mi ha spedito il link della Best Explorer, non ci ho messo molto ad alzare il telefono e farmi vivo.


Stefano De Luigi

Stefano De Luigi è fotoreporter dal 1988. Collabora con varie riviste internazionali, anche se è probabilmente più conosciuto per i progetti a lungo termine tra cui "Blanco - Visions of blindness" Trolley 2010 prodotto con il supporto WHO/Vision 2020 e W.E. Smith Fellowship 2007. Il multimedia "Blanco" ha vinto il secondo premio al World Press Photo 2011. Nel 1990 Stefano si è trasferito a Parigi, dove ha collaborato con il museo del Louvre fino al 1993, documentando i lavori di ristrutturazione. Dal 2003 al 2008 ha collaborato con l'ONG CBM e con WHO sul progetto Vision 2020 sulla condizione della cecità nel mondo.
Nel 2007 è stato invitato dal Festival del cinema di Locarno a presentare il progetto "Cinema Mundi" (iniziato nel 2006) creando un cortometraggio proiettato in Piazza Grande, Locarno il 4 Agosto 2007. "Cinema Mundi" racconta il mondo del cinema alternativo a quello commerciale di Hollywood. Stefano De Luigi ha vinto varie volte il World Press Photo in diverse categorie (1998, 2007, 2009) e il premio Soros Foundation nel 2009. Nel 2012 il progetto T.I.A. sul continente Africano ha vinto il primo premio al Days Japan e il Getty Grant per fotografia editoriale.
Collabora con Stern, Geo, Le Monde Magazine, Sunday times Magazine, Newsweek e New Yorker.
Tra le mostre personali vi sono: Carrousel du Louvre (1993), Rome Gallery S. Cecilia (2005), Lille Transphotographique (2007) New York VII Gallery (2010), Paris Polka Gallery (2010), Rome 10/b Photography (2010), New York NYPH11 (2011), MART Museum of Modern Art Rovereto (2011.
Ha pubblicato due libri: "Pornoland" con testo di Martin Amis, Contrasto/Thames&Hudson/La Martiniere/Knessebeck (2004) Premio Marco Bastianelli 2005 "Blanco" Trolley Books (2010)POY Best Book Prize 2010.
Stefano De Luigi vive a Milano ed è membro dell'agenzia VII.


Silvano Cova

Ingegnere. Ha lavorato dal 1980 come Direttore Tecnico di Teatri Lirici, in Italia, al Teatro Regio di Torino e al Teatro alla Scala di Milano, e in Spagna al Teatro Palau de Les Arts di Valencia. Lavora come progettista di teatri e di macchine sceniche. Ha 69 anni, due figli, tre nipoti e un'eterna fidanzata.
Amante dell'acqua; in gioventù sul Lago Maggiore come subacqueo professionista e successivamente come appassionato velista nel mar Mediterraneo.
Prima con Grille, poi con Nikita, due solide Hallberg-Rassy, ha trascorso lunghi periodi di navigazione lungo le coste di Croazia, Grecia, Spagna, Sicilia, Isole Pontine, Sardegna e Corsica. Appassionato di pesca e di cucina. Cerca di coniugare i piaceri della navigazione con le delizie della cucina mediterranea.


Paolo Prieri

Dopo i primi bordi nel mar ligure a Spotorno e nel lago di Viverone (Torino), alla fine degli anni sessanta, si è appassionato alla vela non competitiva. Ha frequentato dal 1975 con assiduità i corsi della Scuola di Vela dei Glénans in Bretagna nord e sud (Francia) con l'obiettivo della navigazione d'altura oceanica. Ha veleggiato saltuariamente nel mediterraneo occidentale tra Liguria e Sicilia.
Dal 1982 è membro dell'associazione francese GIC (Groupe International de Croisière http://gicvoile.free.fr/) con la quale ha navigato nella Manica francese e inglese, in Norvegia settentrionale, alle Azzorre, in Brasile e alle Bahamas. Ha anche navigato con il ruolo di gabbiere sul Belem, brigantino francese a palo del 1896, in Atlantico visitando le Azzorre, l'Irlanda, il Portogallo, la Spagna e, nel Mediterraneo, la Costa Azzurra e la Corsica.
Il suo obiettivo: ventimila leghe sopra i mari, visitando il continente più grande del nostro pianeta, spazio naturale che rende umili, alle volte solo umidi.