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23/10/2019

Una storia su Jan Mayen

21/10/2011

Postato da Nanni

Jan Mayen è un'isola sperduta e desolata, ma che ha sempre rappresentato, per me, un sogno e un mito per la sua solitudine e la difficoltà di accesso..
Si trova oltre i 70° nord, a solo duecentocinquanta miglia dalla costa orientale della Groenlandia, come dire qualcosa meno che da Napoli a Cagliari.
Non ha porti né approdi ed è abitata solo da una quindicina di ricercatori e meteorologi che si alternano ogni sei mesi.
E' dominata da un vulcano attivo alto poco meno di 2.300 metri e ammantato di neve e ghiaccio come il Fujiyama.
Ma la cosa che voglio segnalare, oltre al fatto di esserci io poi davvero arrivato, è che sembra sia stata raggiunta da San Brendano, monaco irlandese del sesto secolo (!) che l'ha descritta (forse) nella cronaca del suo viagio.
Questa la potete trovare interamente su Wikipedia qui:

http://it.wikisource.org/wiki/La_navigazione_di_San_Brandano
Vi trascrivo qui il capitolo che tratta di Jan Mayen:

Capitolo XXIV
COME TROVARONO UNA ISOLA
NELLA QUALE È INFERNO

Essendo andati co 'l vento nelle parti d'Aquilone eglino viddono una isola la quale era tutta piena di pietre grandi ed era molto una sozza isola e non v'è né albori né foglie né erbe né fiori né frutti, ma tutta era piena di fucine e di ferrari; e ogni fucina aveva el suo ferraro, aveva tutti e' suoi ferri che al ferraro s'apartiene, le sue fucine ardevano a modo d'ardentissime fornaci e ciascuno martellava per sì gran forza e con tanto romore che se non fosse altro Inferno quel sarebbe paruto troppo. E veggendo San Brandano e ' suoi frati tutte queste cose le quali erano sì crudeli e sì spaurose a vedere, disse San Brandano a' suoi frati: "Frati miei, questo si è reo [lu]ogo da stare, i' ò gran compassione di queste cose ch'io veggio e perciò nonn-è d'andarvi presso se noi ce ne possiamo guardare".
E avendo detto queste parole, e' venne un gran vento e molto forte, e menò la nave presso a questa isola, e sì come piacque a Dio questa nave passò oltre con salvazione; essendo la nave di lungi un tratto di balestro, e' frati udivano uno ismisurato vento e romore di martelli, e battevano [i m]artelli su per l'ancudini. E udendo San Brandano questo romore e' si comincia a segnare e disse così: "O signore Iddio, debbiaci iscampare da questa isola se a voi piace". E avendo così detto, inmantenente e' venne uno uom[o] di questa isola inverso loro el quale era vecchio e aveva la barba molto lunga, e nero e piloso a modo d'uno porco, e apuzzava molto forte. E così, tosto come questi servi di Dio ebbeno veduti, questo uomo così tornò subitamente indietro, e ll'abate si segna e racomandasi a Dio e disse così: "O figliuoli miei, levate più alta la vela e navichiamo più forte acciò che noi possiamo fuggire di questa isola, ché c'è male stare".
E avendo detto queste cose, cioè parole, incontanente e' venne uno mal vecchio barb[ut]o in su lo lido del mare e recava in mano una tanaglia e una pala di ferro tutta ardente di fuoco, e veggendo eg[l]i che la nave era partita, elli la gitta lor dietro quella pala del ferro, ma come piacque a Dio ella no lli giunse, ma dove ella diede tutta l'acqua fe bollire fortemente. E avendo veduto questo fatto eglino ebbono veduti in sulla riva una gr[an]de multitudine di sozzi uo[mi]ni come fu lo primo; e aveva ognuno in mano una gran mazza di ferro tutte ardente di fuoco e rendeva una gran puzza. E di queste mazze e dell'altre traevano loro dietro, mai non gliene giunse veruna, ma un gran puzzo faceva, e faceva bollire l'acqua ben tre dì; anche vedemmo ardere quella isola molto forte e andando via i frati egli udivano un grande urlamento e romore il quale faceva quella brutta gente. E San Brandano confortava tutti e' suoi frati e diceva: "Non temete, figliuoli miei, lo signore Iddio si è e sarà nostro aiutatore, io voglio che voi sappiate che noi siamo nelle parti del Ninferno e questa isola è delle sue, e avete veduto de' suoi segni e perciò [d]obbiate orare divotamente acciò che non vi bisogni temere di queste cose".
E dette queste parole eglino udivano boci che gridavano molto dolorosamente e dicevano: "O padre santo e servo di Dio, priega per noi miseri tapini, sappi che noi siamo presi a mal nostro grado e contra a nostra voglia, [vo]lentieri verremo da voi ma noi non possiamo, dolente a noi che m[ai] nascemo al mondo el quale è pieno d'ogni inganno e tradimenti; noi siamo legati molto forte e non veggiamo da chi né chi ci tiene, onde la nostra vita è sempre dolorosa e sempre sarà". E quando i frati udirono queste parole ebbono grande compassione e priegano Iddio che gli guardasse da queste pene. E guardando eglino inverso l'isol[a e'] viddono questo uomo ch'era ignudo et era menato al tormento e udiva le boci che gridava e diceva: "Al fuoco, al fuoco!". E altri diceva: "All'acqua!". E molte altre parole udivano assai piggiori, e in queste parole l'acqua del mare venne tutta torbida e pareva che gitta[s]se fiamma e puzzo molto orribi[le], e per questo e' frati vennono molto isbigottiti tal che non sapevano dove si fossono né dove dovessono andare, ma co ll'aiuto di Dio pur si partirono di così brutto luogo.
E andando un altro dì, sì viddono un grande monte inverso ponente in mare, in quel monte pareva che vi fosse nature d'animali salvatichi sì come dragoni leoni grifoni e orribili serpenti e altre brutte cose assai; e in sulla cima di questo monte usciva un grande fiume d'acqua. E volendo San Brandano ischifare questo monte, uno vento gli menò appresso alla riva, ed era molto alta, e in sul quel monte correva un fiume di sangue vivo; e uno frate di quelli tre che era rimaso co ll'abate in compagnia si uscì fuori di [n]ave molto tosto e comincia andare giuso al fondo della riva, e quando e fu là giù incontanente e' fu preso, e egli comincia a gridare subitamente molto forte e diceva: "O santo padre, per male mi partì' dalla vostra compagnia, io sono preso e non so da cui né perché e nonn-ò possanza di ritornare a voi". Incontanente e' [fra]ti cominciarono a tor via la na[ve] e volendosi partire dal porto pregando Iddio e dicendo: "O signore Iddio, abbi misericordia di noi peccatori". E l'abate guardava pure che faceva quel frate e quello che era fatto a llui da' dimoni: e' llo menavano dall'uno tormento a l'altro molto forte, e viddelo inghiottire nove volte da uno dragone uscendogli ogni volta di sotto. E veggendo l'abate ch'egli era sì forte tormentato da diversi tormenti, allora disse: "O figliuolo, tristo a te che mai nascesti in questo mondo, e' mi pare che tu meriti di stare in coteste pene per li tuoi gravi peccati".
E avendo così detto, e' venne un vento e menò la nave inverso Austro, e andando e' si rivolse indietro per vedere l'isola onde si erano partiti e viddono che tutta la compagnia ardeva d'un grandissimo fuoco e molto alto; e veggendo l'abate e i suoi frati questo, sì navicarono molto forte inverso mezzodì per ispazio overo [...] di setti dì, e non truovano altro che cielo e acqua.

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