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23/10/2019

Lasciando Reykjavik

20/6/2012

20 Giugno 2012, h 15.45 - Salvatore

20 giugno 2012 - In mare, a bordo di Best Explorer

Una leggera pioggerellina ci accompagna fino all'imboccatura del porto. Poi, come se ci fosse un ipotetico limite oltre il quale potersi spingere, si ferma lì e ci lascia proseguire da soli sotto l'alternarsi di sole e nuvole. Il mare è calmo e il vento raggiunge i sei nodi solo perché siamo noi a fendere l'aria a quella velocità, spinti dal motore. (Ndr: questa la teniamo, è una frase ad effetto) Sono le ore 15.30 del 20esimo giorno dell'anno zero dell'era dei primi italiani che attraversano il Passaggio a Nord Ovest. (Ndr: questa la dovremmo cancellare, è una affermazione presuntuosa!) Dunque, ricominciamo ... è il pomeriggio del 20 giugno quando prende avvio la nostra seconda tappa da Reykjavik a Nuuk o Ghodthab, la capitale della Groenlandia. Per raggiungerla dobbiamo però doppiare Capo Farewell, sulla punta meridionale della Groenlandia. Ora, tutti si immaginano la Groenlandia come una terra persa tra i ghiacci dell'Artico. In realtà, la sua punta meridionale scende fino al di sotto del 60esimo parallelo. Inoltre, la circonda una cintura di ghiaccio che si spinge nel mare fino a cento miglia dalla costa; questa, ci costringerà a scendere di ancora due gradi più a sud, come dire alla stessa latitudine delle Ebridi ad est della Scozia ... terre che ci sembrano più vicine a noi. È per questo motivo che lasciando Reykjavik, abbiamo la prua non verso nord ovest ma verso sud ovest. Superato Kap Farvel (altro nome del capo) risaliremo la costa occidentale della Groenlandia per circa in terzo della sua estensione, fino a Nuuk. Ci aspettano il braccio di mare più pericoloso al mondo e l'insidia degli iceberg. Ma intanto che gli iceberg ci aspettano, corro fuori dove la voce di Nanni annuncia "balene"!!!


Salvatore

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