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23/10/2019

I bambini di Paamiut

1/7/2012

1 Luglio 2012, h 09.03 - Salvatore

Un traliccio a sezione quadrata, di quelli che lungo le vie trasportano la corrente elettrica.
Quattro funi, una per lato, pendono da un'altezza di sei, sette metri.
In basso, sul capo libero della fune, sospeso a mezzo metro da terra, è annodato un piccolo pezzo di legno a formare un trespolo.
Ecco fatta la giostra. Una specie di "calcio in culo".
Ti siedi a cavalcioni del trespolo e ti tieni con una mano alla fune.
Con i piedi, che arrivano a sfiorare il suolo, ti spingi e giri in un senso a piacere, lo stesso per tutti e tre i tuoi compagni.
Girando, la fune si arrotola intorno al traliccio. Si accorcia. Ti solleva da terra donandoti un senso di leggerezza.
Ma un peso ce l'hai e ti tira giù quando la fune è completamente arrotolata.
E tirandoti giù riparti nel senso opposto a quello di prima.
È adesso che, con l'altra mano, disegni evoluzioni nell'aria. E gridi di gioia.
Quando la fune si svolge riportandoti al punto di partenza, l'inerzia continua a farti girare intorno al traliccio trascinandoti nuovamente in alto. E gridi ancora di gioia.
E così all'infinito... basta una piccola spinta quando i piedi ritornano a sfiorare il suolo.
E' così che giocano i bambini a Paamiut.

Una casa abbandonata.
Il tetto così spiovente che non tratterrebbe una goccia di pioggia o un fiocco di neve.
Uno dei versanti è sfondato.
È alle ultime travi rimaste in bilico che ti aggrappi con la punta delle dita risalendo fino in cima. E gridi di gioia.
Sull'altro versante, dove le assi di legno ancora tengono, è più facile salire in cima al tetto... roba da femminucce...
E dopo ti lasci andare, mentre gridi di gioia, come fossi sullo scivolo al parco giochi.
Ma non atterri sulla sabbia. È granito levigato dal ghiaccio che ti aspetta, dopo un salto nel vuoto di tre o quattro metri.
E via, ricominci. E di nuovo gridi di gioia.
È così che giocano i bambini a Paamiut.

Cortile di scuola.
Poco più di un campo sterrato.
Sassi colorati e ciocchi di legno, a delimitare le aree di gioco.
All'interno, sabbia. È lì che dai sfogo alla fantasia.
Intorno, pareti sulle quali dipingi animali, foche, balene... o lasci l'impronta, colorata, delle tue mani. E gridi di gioia.
È così che giocano i bambini a Paamiut.

Che gioia i bambini di Paamiut.

Salvatore

Foto dei bimbi: dal sito Mentelocale.it ("progetto Italiammassalik)

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