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23/10/2019

Tempesta

16/9/2012

Nanni

Mauro deve prendere un aereo.
Sembra un'operazione abbastanza semplice: chiama un taxi e vai all'aeroporto.
Peccato che si debbano invece affrontare un paio di strani problemi.
Primo: non siamo a terra ma su una barca.
Secondo: la barca non ce la fa neppure a raggiungere la terra.
Il piccolo villaggio di Wainwright, dove c'è l'aeroporto, è su una lunga spiaggia. Pensavamo di poterlo raggiungere attraverso una laguna retrostante attraverso un passaggio aperto, ma questo non è aperto: frangenti ne sbarrano l'accesso.
Sono i messaggeri di una tempesta in arrivo.
Bé, qui sono organizzati. Una barca chiamata via radio arriva immediatamente e prende Mauro in mare aperto portandolo a terra sano e salvo.
Non periamo tempo e mettiamo vela verso il largo.
Ora è scuro come la pece e finalmente la tempesta ci raggiunge.
Quaranta, cinquanta, cinquantacinque, cinquantasette.
Non le nostre età, ma la velocità del vento (forza dieci, per la cronaca).
Tutta la notte.
Siamo in tre e non ci fidiamo a restale soli in pozzetto, per cui rimaniamo fuori in due, quattro ore di guardia e due di riposo ciascuno.
A secco di vele dopo una difficile battaglia per rollare il poco fiocco che avevamo lasciato a riva per mantenere direzionalità.
Navighiamo comunque a otto, nove nodi. Per fortuna il vento viene da nord, spingendoci nella giusta direzione.
Piove frequentemente a dirotto e il rumore è assordante.
Ma ci sentiamo al sicuro. Non è la prima volta che Best Explorer si trova in queste condizioni e in più adesso siamo protetti da una cappottina che resiste bravamente alla pressione del vento.
Un'onda frange a bordo e inonda il pozzetto. Un po' di abiti bagnati, niente di più.
Con l'alba il vento cala rapidamente e rimaniamo con grandi onde lunghe da nord.
Nessun danno. Siamo stanchi ma anche un po' entusiasmati come accade dopo una battaglia superata con successo.

Mauro has to catch a plane.
It seems a simple enough action: call a taxi and go to the airport.
Pity that we are instead facing a couple of strange challenges.
First: we are not on land but on a boat.
Second: the boat cannot even reach the land.
The small village of Wainwright, where there is the airport, lies on a long beach. We thought we could reach it entering a lagoon behind the beach through a short open passage, but the passage is not open: breakers prevent us from reaching it.
They are the messengers of a coming storm.
Well, they are organized here. A boat called via radio comes right away and picks up Mauro in the open sea bringing him ashore safe and sound.
We do not lose time and sat sails towards the open sea.
It's now pitch dark and the storm finally reaches us.
Forty, fifty, fifty five. Fifty seven.
Not our ages, but the wind speed.
All the night.
We are three and we do not dare being alone in the cockpit, so we stay two at a time, four hours on two hours off each.
Bare poles after a difficult battle to roll the small part of our headsail we did leave to drive us forward.
We are still sailing at eight, nine knots. Luckily the wind is from North pushing us in the right direction.
It often rains cats and dogs and the noise is deafening.
But we feel safe. It is not the first time that Best Explorer is in such a weather and now we are protected by a doghouse that holds bravely the wind pressure.
A wave breaks and floods the cockpit. Some wet clothes, no more.
With the dawn the wind quickly abates and we are left with high rollers form the north.
No damage. We are tired and slightly elated as it happens after a successful struggle. 

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