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23/10/2019

In rotta per San Francisco

15/3/2014

Nanni

Domenica 10 Marzo,
Friday Harbor è un simpatico porticciolo, frequentato, si percepisce, da turisti abituali. Pulito e ben tenuto, con le case da Far West (più di così c'è solo l'Alaska, ma non conta, è staccata dal resto del paese) e di lunedì fuori stagione estremamente tranquillo. Solo il ferry che attracca a poca distanza da noi rompe ogni qualche ora la quiete con il rombo dei suoi motori sempre accesi. Non ci hanno ispezionato, pur insinuando che avendo a bordo francesi e italiani saremmo potuti essere carichi di champagne, vini e formaggi. Noi, prudentemente, ci eravamo liberati dei cibi freschi, strettamente proibiti, specie se provenienti dal Canada, paese da cui notoriamente le barche a vela esportano clandestinamente carichi importanti di derrate pericolosissime, come le patate (a meno che non provengano dall'Idaho). Finalmente il tempo è sereno e nella notte le stelle sono comparse luminose sopra i pontili imbiancati dalla brina. Il martedì, partenza con l'alta pressione, il cielo sereno e il tempo calmo. Dopo una novantina di miglia nello Stretto Juan da Fuca e un bel tramonto nella notte siamo entrati in Pacifico, con la sua onda lunga. Lasciate dietro di noi le imponenti montagne innevate vicino a Seattle abbiamo messo la prua verso S. Francisco e il Golden Gate, da cui ci separano ancora circa seicento miglia.

Monday March 10th,
Friday Harbor, Customs Office. Tiring and not very understandable to us Europeans the whole procedure, the double registration on the computer (why?) and the lengthy explanations of a self conscious officer, to our benefit, of course. And we take to sea for freedom! Friday Harbor is a pleasant little harbor, where tourists are probably of the regular breed. Well kept and clean and exceptionally quiet, probably also because of Monday and the early season, save for the ferry that every few hours fills the air with the noise of her engines. The Customs did not inspect us, but hinted that we, French and Italians, must have the galley filled with champagne, wine and cheese. Having asked earler, we did not bring with us any fresh food, strictly forbidden especially if coming from Canada (another big why?). As for the wine and the champagne, considering that we left southern Europe seven years ago, there is nothing left, sadly. The weather is finally clear and the stars were shining above a layer of frost over the piers. Tuesday we sailed with a large area of high pressure on the ocean. Having left the high snowy mountains near Seattle behind us we set our course south toward S, Francisco and the Golden Gate on the peaceful ocean swell.

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