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23/10/2019

Aspettando Pasqua

18/4/2014

Nanni

Sta per arrivare Pasqua, qui come in Norvegia.
Che c'entra? Direte.
C'entra, c'entra.
Nel 2012, di ritorno da un giro di prova, Pietro e io siamo rimasti a Tromsø, sotto una forte nevicata, completamente soli e isoalti, perché in Norvegia per Pasqua tutto chiude dal giovedì al martedì!
Qui anche. Un po' meno, perché tutto finisce con la Domenica di Pasqua, ma non c'è un ufficio aperto, né una banca; e per qualche ragione i Bancomat non accettano le nostre carte di credito.
Meno male che i dollari sono presi quasi dappertutto (quasi…) e che almeno un supermercato non chiuderà affatto.
Pensavo di approfittare della pausa prima dell'arrivo delle mie ospiti per informarmi sui servizi portuali, l'alaggio, le riparazioni.
Niente. Tutto chiuso.
Mi sono fatto quasi cento chilometri in macchina per niente.
Veramente qualcosa ho visto.
Rocce laviche rosse che si innalzano con forme aguzze, mai erose da ghiacciai (e ti credo, con 30 gradi già a metà Aprile!).
Cespugli e piccoli alberi coperti di spine che impediscono efficacemente di scostarsi dalle strade per vedere da vicino il terreno.
Case basse, colorate e povere, per la maggior parte, inframmezzate da edifici in rovina, residui di imprese volenterose, ma fallite, circondate però da piante dai fiori coloratissimi, che danno una falsa impressione di fertilità in questa terra aridissima.
Dove quando piove i fondovalle si devono trasformare in un lampo in rovinosi torrenti di fango e pietre.
Avvoltoi e fregate che intrecciano cerchi alti nel cielo in cerca di cibo.
Pellicani impettiti in attesa che sembrano oggetti scolpiti da una fantasia ossessionata da visioni infernali, ma che ogni tanto s'involano e si tuffano a capofitto per ingollare uno dei molti pesci che fanno risuonare il porto dei loro guizzi.
Gente seduta all'ombra di un pilastro che aspetta qualcosa o qualcuno che sembra non arrivare mai.
Ragazze belle e vivaci che camminano determinate verso una meta precisa, chiacchierando animatamente.
Strade ben tenute intorno agli edifici di rappresentanza e piuttosto disastrate altrove, senza indicazione di sensi unici, che però ci sono e che ti valgono segnalazioni concitate dei passanti, con dissuasori alti e pericolosi, anch'essi non segnalati.
Una profusione di palme da cocco, ma senza cocchi.
Un cielo estremamente variabile, dal limpidissimo al nuvoloso senza pioggia, al velato che regala al sole un persistente alone.
Una inattesa (per me) eclissi di luna, vista solo perché un vento violento stava mettendo a dura prova gli ormeggi e li volevo rinforzare.
Insomma, anche a Pasqua e con tutto chiuso qui c'è qualcosa da fare!

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