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23/10/2019

Immagini messicane - 2

24/5/2014

Nanni

La gente e la vita locale
La prima cosa che ti colpisce, venendo dal nord, è il colore.
Quello dei vestiti, quello delle case.
Intensi, caldi, ben accostati.
Delle case ho già accennato altrove.
Tra le persone, nessuno o quasi porta quelle camicie di tipo havaiano, così sfacciate, che associamo ai tropici e agli americani. Gli uomini, spesso piuttosto secchi, altri meno obesi degli americani, portano quasi tutti i pantaloni lunghi. Me ne sono accorto perché mi sentivo guardato in modo strano, pensavo che fosse per il modo di camminare, la faccia, i capelli lunghi sotto la cervice, e invece no: erano i pantaloncini corti! Appena mi sono messo quelli lunghi tutto è tornato normale.
Le donne portano anch'esse pantaloni lunghi e magliette, che per la maggior parte fasciano petti piuttosto abbondanti.
Più che da noi le donne in dolce attesa.
Studenti e impiegati di compagnie importanti si distinguono perché si vestono “in divisa” ed è simpatico scorgere gruppetti di persone vestite uguali, spesso elegantemente, camminare chiacchierando in allegria.
Ecco: questa è un'altra differenza con il nord. C'è rumore di conversazioni dappertutto, la gente chiacchiera, appena c'è l'occasione attaccano bottone, una bellezza!
Alle fermate dei bus scalcagnati, sullo stile, per me incomprensibile, degli scuolabus americani, che ho cominciato a prendere regolarmente, c'è sempre qualche conversazione in corso.
I visi sono molto diversi da quelli del nord. Non solo sono più scuri, questo è normale, ma la fisionomia è mediamente differente.
Si riconoscono frequentemente tratti amerindi, soprattutto nel taglio degli occhi, leggermente a mandorla e spesso scurissimi, e nella forma della bocca, invariabilmente con gli angoli rivolti all'ingiù, ma naturalmente, senza l'espressione imbronciata.
Ho notato che i nasi aquilini sono rari, in fondo mi aspettavo una popolazione più simile a quella andina, ma si vede che qui l'influenza europea è stata più importante.
La musica è dovunque, anche troppo! Sto scrivendo all'aperto ed è ore che sento musica da una barca vicina, musica messicana sempre uguale, nulla di tradizionale, ma alla fine gradirei qualche cambiamento, se non il silenzio, rotto solo dai tuffi dei pellicani in caccia di pesce.
A parte questo e malgrado l'evidente livello di vita inferiore al nostro la gente appare serena e rilassata. Non so se quest'impressione si possa applicare dappertutto, ma qui, dove il numero degli abitanti è un centinaio di volte inferiore a quello di Città del Messico, è sicuramente vera.
In parte si giustifica, credo, dalla minor pressione che ci deve essere sui posti di lavoro. Come mi è capitato già di scrivere, il numero di persone addette ai lavori è decisamente superiore al nostro e il carico è corrispondentemente inferiore.
Se poi vi capitasse di effettuare delle operazioni che richiedono un po' di carta da riempire, mettetevi tranquilli e prevedete tempi lunghi. Nessuno si affretterà probabilmente ignorando proprio che cosa sia la fretta, anche la vostra.
L'altro giorno ho avuto l'idea un po' infelice di recarmi dalla compagnia telefonica a comprare una chiavetta internet, per superare le difficoltà del WiFi locale. Seguendo i miei stessi ammaestramenti avevo previsto un'ora per l'operazione, incluso il tragitto in autobus. La cosa si è conclusa alla fine in un'ora e mezza buona.
La chiavetta ovviamente non funzionava e ho dovuto recarmi laggiù ancora altre due volte, incontrando sempre persone di estrema cortesia e disponibilità, ma sprecando altre quattro o cinque ore.
Certamente la poca conoscenza della lingua, per quanto sia facile seguire una conversazione leggera, data la somiglianza di spagnolo e italiano, crea molta difficoltà, se si devono spiegare esigenze tecniche non proprio banali,anche perché qui parlano inglese in pochi.
Problemi tecnici ne sorgono spesso: molti prodotti seguono gli standard USA, che sono diversi dai nostri.
Qui, ad esempio, la tensione della rete elettrica pubblica è intorno a 110V, cosa che rende impossibile trovare ricambi per lampadine, elettrodomestici e utensili elettrici.
Anche se, ufficialmente, il Messico segue il sistema metrico decimale, la gran parte dei beni vengono dagli USA e sono in pollici.
Poi ci sono differenze curiose, non facilmente comprensibili, come l'assenza di pentole e pentolini ricoperti di teflon, mentre ci sono le corrispondenti padelle. Il diavolo deve essere passato di qui, perché non si trovano coperchi separati…
A parte i problemi, uno dei vantaggi, per i miei gusti, dello stare qui è proprio l'assenza quasi completa di turismo, che non ha quindi alterato il carattere del posto e dei suoi abitanti.
A San Carlos, a pochi chilometri di distanza, località invece prettamente turistica, tutto è tarato sugli ospiti, che sono in quasi totalmente americani del nord. Non che la gente locale sia diversa, ma scompare quasi rispetto ai visitatori, che richiedono stili di vita importati da casa loro.
Il peggior risultato di questo fenomeno l'abbiamo visto a Cabo San Lucas, vasto conglomerato quasi osceno di case e condomini di vacanze intorno a un piccolo nucleo messicano, dove la maggioranza dei locali commerciali si divideva tra ristoranti per turisti, locali notturni e farmacie più o meno ufficiali che esponevano grandi pubblicità per la libera vendita di pastiglie blu per la virilità, con tanto di esplicite vignette sugli effetti desiderati.
I prezzi seguono naturalmente la richiesta e tenere la barca in secco per la stagione morta a San Carlos costa tre o quattro volte di più che non qui, senza un corrispondente vantaggio.
Ancora non so quanto possano costare le manutenzioni, ma il cibo è senza dubbio disponibile a ottimi prezzi e i carburanti sono ancora meno costosi che negli USA o in Canada, grazie anche alla presente forza dell'Euro.
Purtroppo, mal abituati come siamo, troviamo che qui le scelte del cibo siano meno ampie di quanto ci farebbe comodo, data la nostra radicata abitudine alla cucina di casa nostra.
Per fortuna Barilla e De Cecco sono ormai dappertutto, però il riso è quasi solo quello lungo poco adatto ai risotti.
I formaggi (il parmigiano, al contrario del riso, si può portare in valigia) sono tutti piuttosto anonimi e non si trovano neppure alcuni di quelli americani, per non parlare di quelli europei. Latte e derivati sono addizionati inevitabilmente con vitamine e altri additivi. Per trovare i pomodori pelati abbiamo dovuto recarci in un unico supermercato lontano e stranamente il pesce “fresco” locale, dove si vende, sembra a metà strada tra l'essiccato e il marcio. Niente acqua gasata, raro l'olio d'oliva e l'aceto di vino, mentre abbondano i fagioli e i peperoncini in tutte le salse. Bella e buona la carne, ma il prosciutto è quello americano.
La frutta e la verdura sono abbondanti e con specialità locali, che risulta difficile sperimentare.
Vino e birra sono buoni, se non si cerca l'eccellenza.
La cucina locale, di cui abbiamo una fugace esperienza, non è male, benché ci sembri che la scelta sia piuttosto modesta e uniforme, ma forse dovremmo fare maggior esperienza. A parte il guacamole con i tacos che è entrato a far parte delle nostre abitudini regolari.
Abbiamo ancora da sperimentare molte cose, anche perché il clima caldo ci consente di sottoporre la barca ad alcune cure impossibili al nord e quindi il nostro tempo libero è ridotto e la fatica e il caldo ci rendono piuttosto pigri, soprattutto la sera.
Vi faremo sapere di più in altre successive corrispondenze.

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