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23/10/2019

Agua Verde

7/2/2015

Agua Verde

C’è una strada sterrata che si inerpica ripida lungo la scogliera.

Sulle sue pietre piccole lucertole corrono via veloci spaventate dal nostro arrivo. Il sole è caldo, ma l’aria dei primi di Febbraio è ancora fresca.

Dietro un passaggio tra le rocce vulcaniche la strada contorna una valle ampia e piatta che, se non ci fossero intorno a noi i cactus e sopra non volassero avvoltoi, potrebbe sembrare coltivata ad ulivi, mentre invece gli alberi sono delle acacie piene di spine.

Dalla strada, a non più di trenta metri sul mare, il nome della baia trova la sua ragione di essere. L’acqua trasparente è verde bottiglia e quattro o cinque barche, insieme alla nostra, si riposano immobili appena carezzate dalla brezza.

Siamo arrivati qui dopo ventisei ore dalla partenza da San Carlos, percorse quasi tutte a motore, perché la brezza di ieri mattina si è spenta dopo solo poche ore lasciando un mare calmo e liscio da desiderare bagnarcisi.

Un tramonto rosato limpidissimo, succeduto a una giornata noiosamente umida, ci regala il profilo delle montagne dentellate della penisola della Baja California scolpito sull’orizzonte occidentale. Nella notte calmissima la schiuma dell’onda di prua brilla quasi senza interruzione di un verde elettrico intenso illuminandoci i volti spettrali e increduli: mai ci era toccato vedere un simile spettacolo senza che la scia dell’elica mostrasse il minimo accenno di fosforescenza.

La mattina ci ha visto ripercorrere dopo quasi esattamente un anno la stessa rotta all’inverso e nello stesso momento dell’alba, con il sole che sorge dietro i monti dell’Isola Carmen.

Un perfetto ancoraggio ci accoglie con la giusta protezione dai venti e dal mare, la giusta profondità e il giusto spazio disponibile alla ruota.

Unico neo la scoperta che la fedele randa leggera sta rendendo l’ultimo respiro, cotta dagli anni di sole e di vento: ci affrettiamo a sostituirla con quella più nuova e robusta. Bisognerà pensare a ordinarne una nuova di riserva!

Lontano sull’orizzonte si indovinano i soffi di due balene: domani si annuncia una giornata di vedetta ad oltranza per ritrovarle.

Il cielo ormai buio è sovrastato aggressivamente da un Orione straboccante che approfitta dei pochi minuti prima del sorgere di una luna di sangue che ha passato da poco la pienezza.

La barca silenziosa ci aspetta pazientemente nell’ombra delle falesie per accoglierci nel suo grembo e accomodarci intorno all’ottagono per la cena.

Agua Verde

There is a dirt road climbing fast along the cliffs.

On its uneven surface small fast lizards run away escaping from the danger of our feet. The sun is hot, but the air is still fresh being the beginning of February.

Beyond a narrow passage among the volcanic rocks the road continues rounding the bottom of a quite large and flat valley. If you could imagine from this far away that the acacia trees were olive trees and forget the cactuses you could easily believe to be somewhere in Greece.

From the road, not more than a hundred feet above the sea level, the name of the bay finds its reason to be. The clear water is light green and four or five boats including ours are resting peacefully just freshened by a light breeze.

We arrived here after twenty six hours trip from San Carlos, almost all of which motoring, because the morning breeze died only a few hours after our start leaving behind a flat and smooth sea.

A pink clear sunset after a boring humid day gives us as a gift the sight of the rugged mountains of the Baja California peninsula sculpted along the western horizon. During the still night the bow wave rolls away lighted by an electric green light shining almost continuously and giving our faces an eerie shade: we never had the experience of a similar effect considering that the wake on the opposite was completely dark.

In the morning we were cruising along almost the same opposite course we followed one year ago, experiencing again the sunrise behind the same mountains of Isla Carmen.

A perfect anchorage is waiting for us offering the right protection from winds and sea, the right depth and the right space around.

The only bad surprise has been the old faithful main starting to shred, worn by sun and wind: we hurry to change it with the newer one, stronger. We have to order a new one!

Far away on the horizon line we can faintly detect two whales blowing: tomorrow we will for sure spend our day watching for them.

The sky is now black and Orion dominates aggressively the emptiness, for the short period befone the moonrise just after the full moon.

The boat is patiently waiting for us in silence, almost invisible under the black cliffs, ready to open her belly to let us rest and chat during dinner around our “octagon”.

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