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23/10/2019

 

Non c'è dubbio, in barca ci vuole dinamismo.
Che sia un ambiente dinamico ve ne accorgete subito, appena entrati.
Intanto sul ponte ci sono corde legate dappertutto, non una libera, solo raccolta in un innocuo rotolo: sono tutte fatte su in matasse compatte e per di più strozzate dalle loro stesse spirali, poi ancora legate e appese come salami che non sapresti come sganciare senza un corso specialistico.
Se scendi di sotto è ancora peggio: ci sono degli scaffali con dei libri. Ti avvicini per prenderne uno così per curiosità e non lo puoi fare: una lista di legno fissata chissà come (per capirlo ci vuole un ingegnere) ne impedisce la fuoruscita; rinunci, è ovvio.
Poi noti gli armadietti. Sono bloccati da fermi di acciaio così stretti che per girarne uno come minimo ti spezzi qualche unghia.
Anche i cassetti sono bloccati!
Ma che, hanno paura che si vada a frugare fra le loro cose?
Poi ti invitano a sederti in pozzetto, che ci si prepara a uscire in mare, e subito dopo capisci la ragione dei fermi, delle liste di legno, dei cassetti chiusi. Vorresti infatti averne qualcuno sulla bocca dello stomaco, perché il pranzo, la colazione, la cena di ieri e il pranzo precedente sono tutti lì, in fila, che chiedono a gran voce di uscire da dove sono entrati. Ma no, non è da lì che dovete uscire, avete sbagliato strada! Niente da fare. Se ne vanno a ondate, una dopo l'altra, senza salutare, lasciando, è il caso di dirlo, l'amaro in bocca.
E tutto per quel maledetto dinamismo!
Perdinci, non c'è nulla che stia fermo, dondola, gira si impenna, ti sbatte qua e là, con ritmo e senza ritmo. Neanche l'orizzonte è fisso: qualche volta ce ne sono due, uno per occhio, che non vanno per niente d'accordo.
Torniamo indietro? Per favore? Ma no che è così bello! Guarda che belle onde! Vedo, vedo, uaaagh, splat, blaah. Torniamo indietro?
Ma non abbiate paura: chi prima chi dopo, quasi tutti si abituano al dinamismo della barca.
Noi, qui, è da due settimane che siamo in un continuo, fantastico, frenetico, costante dinamismo e mica ci lamentiamo! Facciamo tutto! Dormiamo, mangiamo, ridiamo, lavoriamo, basta tenersi: una mano per te, una per la barca, dicono.
Dopo un po' manco te ne accorgi, si fa per dire.
Certo, fare la pipì mentre la barca rolla, beccheggia e viene spostata di lato dalle onde riuscendo a centrare l'obiettivo senza bagnare il pavimento non è facile, ma basta fare come le donne e il gioco è fatto.

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