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23/10/2019

Uccelli esotici

 

Alberi, alberi, alberi dappertutto. Le isole sono coperte di boschi e foreste rigogliose. Alberi altissimi dominano su alberi più modesti, che dalle nostre parti starebbero benissimo in un parco secolare. Più sotto alberi più piccoli, poi arbusti e ancora più sotto erba alta.
Un ambiente che non saprei se definire tropicale o equatoriale, visto che siamo proprio fra le due linee.
Pieno di uccelli. Sono esotici, per la maggior parte. Fregate dalle lunghe ali nere infernali e dalla coda biforcuta incrociano perennemente in cielo in attesa che i pesci si avvicinino abbastanza alla superficie per essere colti a volo radente. Sule che arrivano come fossero un caccia e si tuffano all'improvviso da altezze terrificanti immergendosi per metri sotto la superficie: quei pesci non avranno scampo!
Piccole colombe color nocciola, simili alle tortore, che ti ritrovi sotto del tutto impavide e che si allontanano dai tuoi piedi grandi il doppio di loro senza alcuna fretta.
E poi loro: i padroni del sottobosco. Questi uccelli canori che ti svegliano già alle quattro della mattina con i potenti e cristallini richiami.
Le femmine dal piumaggio scuro con le loro nidiate pigolanti, attente che non si allontanino dalle loro ali aperte a proteggerle.
Da chi non si sa. Non ci sono gatti in giro e i ratti sembrano piuttosto dediti a trafugare le noci di cocco più che a insidiare le uova.
E i maschi: alteri, con la testa incoronata di rosso, le piume della coda ricurve a formare un ciuffo ribelle, gli occhi attenti a ogni movimento e sempre in caccia delle femmine, pronti scacciare i maschi rivali.
Sono dappertutto. Sbucano ai lati della strada attraversandola di corsa proprio mentre tu arrivi.
Li vedi nei prati come da noi i fagiani in autunno quando vengono rilasciati in massa per la gioia dei cacciatori e la disperazione degli animalisti.
E pare che siano preda libera. Chi li vuole e riesce a prenderli se li mangia. Un po' triste, ma sono uccelli davvero buoni, così selvatici. Gustosi, dalle carni sode. Sono, con il pesce, il piatto principale degli "indigeni". Con le banane, con le papaie, accompagnati dal riso, fritti, alla brace. Che buoni, questi uccelli esotici.
E non abbiamo avuto neppure bisogno di consultare testi di zoologia: li abbiamo riconosciuti subito, i polli!
 

 

 

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