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23/10/2019

Ogni giorno ha la sua pena...

 

English Verion Back!

 

Kamchatka

Un arrivo spettacoloso! Dopo quasi mille miglia di navigazione nella nebbia e nel freddo la Kamchatka ci accoglie con un tempo che rapidamente diventa splendente.

Mare calmo, sole, vulcani dalle cime innevate, balene, salmoni che saltano fuori dall'acqua, pulcinelle di mare dal buffo becco coloratissimo.

Attendiamo pazientemente che ci diano il permesso di entrare nella splendida baia di Avacha. I tre vulcano a nord e quello a sud fanno da sentinelle a questa che è stata definita non senza ragione la più bella baia al mondo.

E' zona militare e il permesso ci arriva, con qualche incomprensione, dopo tre ore.

Vicino al porto un motoscafo della polizia ci guida fino alla banchina dove le autorità, preavvertite da Alexei, ci stanno aspettando e espletano le complesse pratiche in breve tempo. Poi, con un simpatico ufficiale di polizia a bordo ci scortano fino alla banchina dello Yacth Club.

Ci stiamo facendo un'idea sbagliata di quanto sia dientata semplice la burocrazia russa, tutta colpa di Alexei, che ha reso finora incredibilmente semplice il nostro arrivo, all'opposto di quello che credevamo inizialmente, ma ora l'amara medicina ce la dobbiamo sorbire tutta.

Cantavamo vittoria avendo ottenuto il permesso da Mosca, in fondo facilmente, per il transito lungo la Northern Sea Route: è fatta! Possiamo arrivare a Tromso!

Manco per sogno!

Prima di tutto due porti nei quali contavamo di ricostituire le scorte di gasolio sono chiusi. Senza gasolio proseguire sarebbe troppo rischioso: ragazzi, piano B. Passaggioa Nord Ovest! Ma forse Alexei trova una soluzione.

Così è: Niente da fare per Dikson, è in ristrutturazione, ma Tiksi, a 2.000 miglia da Murmansk, dopo lunghe negoziazioni consente a lasciarci attraccare con un bel costo per fare gasolio a prezzo più che doppio. Noi, da parte nostra, carichiamo 450 litri aggiuntivi di gasolio in taniche da sistemare sul ponte, e la barca si abbassa di un centimetro.

Poi scopriamo che l'entrata e l'uscita prevista dalla Russia in ogni porto non è banale. Ci vorrebbe un agente da pagare caro e salato in ogni porto senza la garanzia di cavarcela in breve tempo.

Sant'Alexei, aiutaci tu!

Notare che Alexei parla solo russo alla velocità di una raffica di kalashnikov e perfino Romolo ha difficoltà a seguire quello che dice.

Comunque ci sono due soluzioni: viaggaire lungo costa senza uscire dalle acque territoriali, il doppio del percorso per alcune tappe, che garantisce solo di saltare i controlli di polizia, eclusa, oppure ottenere il permesso dall'FSU (il nuovo KGB) per poter entrare e uscire dalle acque territoriali e saltare (speriamo) glia lltri controlli. Alexei trova anche persone che ci aiuteranno a costi ragionavoli (salvo Tiksi).

Ma ci vogliono otto giorni dalla richiesta.

I giorni diventano quindici. Ormai siamo in ballo e dobbiamo ballare, ma che diavolo facciamo qui a Petropavlovsk?

Non vi ho detto che nel frattempo non possiamo muovere la barca e i tour turistici costano una fortuna. Il nervosismo si accumula.

Ancora una piccola novità: compilare una rotta dettagliata con coordinate e tempi di percorrenza, come se redigerla fosse qualcosa di più di pura fantasia, ma con l'obbligo di segnalare via mail (per fortuna in inglese) le uscite e le entrate dai confini.

Finito? Noooo.

Dovete comprare e installare a bordo, pagando anche il servizio, un senalatore satellitare continuo di posizione, così da poter essere controllati per benino.

Ometto una quantità di dettagli su come siamo arrivati a questa soluzione, sarebbe  noioso quel che per noi è stata una sequenza infinita di docce scozzesi.

A Murmansk dovrebbero poi restituirci il costo del segnalatore quando verranno a riprenderselo, bontà loro…

Intanto facciamo notizia, comparendo su giornali e TV locali e ricevendo visite di persone interessate e interessanti.

Visitiamo, cercando di limitare il budget, vulcani, sorgenti termali, caldere, orsi, salmoni in risalita, aquile, allevamenti di cani da slitta, danze tradizionali, piscine termali, ecc. Se costassero un po' meno, ma è pur vero che a volte ci vuole l'elicottero e a volte i tour durano 18 ore di jeep, questa sarebbe una meta davvero fantastica per panorami, gente, cultura, cibo ed emozioni.

Come Dio vuole arriviamo alla fine e riceviamo l'ambito permesso.

Facciamo provviste e la barca scende di altri tre centimetri.

Allora, domani si va? Liberi? Liberi…

No, domani si deve ancora passare dalla Capitaneria per avere la Crew List approvata e timbrata.

Neanche pensare di fare tutto questo senza un agente, che pare costi 10.000 dollari, o di Alexei, che ci ha fatto tutto gratis e che ha chiesto un prezzo ridicolo per le tre settimane di ormeggio al suo club, elettricità e acqua incluse!

Sant'Alexei, come dicevo. Meglio informarlo delle proprie intenzioni con almeno un mese e mezzo di anticipo, per non perdere tutti i giorni che abbiamo perso noi, l'avessimo solo immaginato!

Si parte! Foto ricordo e molla gli ormeggi!

Stop! Stop! Il timone è bloccato!

Inconvenienti frequenti, meno male che eravamo a un metro dalla banchina.

Un  ritardo di sole tre ore, grazie all'agilità e alla competenza di Danilo, che ormai conosce la barca come le sue tasche.

E poi, finalmente, timbri ricevuti e alle 19:00 del 3 agosto 2019 via per il nord, incrociando le dita che le buone previsioni dei prossimi giorni si estendano oltre le classiche 72 ore...

 

English Version

Kamchatka

A spectacular arrival! After almost a thousand miles of sailing (motoring) in the fog and with cold weather Kamchatka greets us with a quickly clearing weather.

Calm seas, sun, snow clad volcanos, whales, jumping salmons, puffins with colored funny beaks.

We patiently wait to get permission to enter the fabulous Avacha Bay. Flanked by three volcanos on the northern part and one south acting as guardians to this that has been deemed the most beautiful bay in the world.

It is a military zone and the permission arrives, with some misunderstandings, after three hours.

Near the harbor a police craft directs us to the pier where authorities are waiting. They have been informed by Alexei and the complex procedures are performed in a short time. Then, hosting a pleasant and kind police officer on board they escort us to the Yacht Club.

We are getting a very wrong idea on how the Russian burocracy became simple, all this is the fault of Alexei who made incredibly easy our arrival, contrary from our expectations, but now we have to swallow the bitter medicine.

We thought to have won when we received from Moscow the permission to follow the Northern sea Route, relatively easily: we can reach Tromso!

No way.

First of all: two of the harbors where we planned to fill our diesel tanks are closed to us. Without enough diesel it would be too risky to go. Boys, plan B: Nothwest Passage!| But wait, maybe Alexei can solve the problem.

That's that. No possibility for Dikson where there are works in progress, but Tiksi, 2,000 miles to Murmansk, after lenghty negotiations, allows us to moor without stepping ashore and at an outregeous cost to receive diesel at more that the double price. From our part we place on deck 450 liters of additional diesel and the boat sinks an additional centimeter.

Then we discover that entering and exiting from Russia at every harbor, as planned, is not an easy feat. Due to the local authonomies it would be necessary to hire an agent in every palce at dear costs with no guarantee for the neessary waiting time.

Saint Alexei, please help!

Note that Alexei doesn't speak English but only Russian with the speed of  machine gun and even our interpreter Romolo has difficulties to understand him.

Anyway: there are two solutions. The first is to sail along the coast inside the 12 miles limit, too long and time consuming and without the guarantee to avoid the various permissions. Cancelled.

The second: to get permission from FSB (the new KGB) to exit and enter the territorial sea and avoid (we hope) burocracy. Alexei helps us contacting local people that will help us for a reasonable fee, except Tiksi.

But we have to wait eight days from the request.

The days become quickly fifteen. What can we do? We are engaged. But how to spend time in Petropavlovsk?

I didn't tell you that in the meantime we cannot move the boat and that tourist excursions are very costly. The air onboard becomes charged with electricity.

A small news: we have to define a detailed route with places and times until Tromso. Just fantasy, but we have to do and to follow it as near as possible, communicating via mail (in  English hopefully) the actual time and place of crossing the territorial limits.

Is this the end? No.

We had to buy and to install a satellite position locator, paying for the equipment and the service, to let them know at all times where we are.

I do not specify all the details of our ordeal, but it has been a nightmare.

In Murmansk they promised to get the equipment back and to reimburse us its cost. Let's be confident.

We became popular. TV and local newspapers come to visit us and we get to know intereting and interested people.

In the meantime we visit at the lowest possible cost volcanos, thermal springs, calderas, bears, salmons, eagles, sled dogs, traditional dances, hot pools etc. If the cost would be lower they will probaly have many more visitors, even though for some tours it is necessary to use a helicopter or spend 18 hour on a four wheel drive. This is a really wonderful place worth more than one visit.

Finally we get to the end, so they say.

We get food and the boat sinks another three centimeters.

Then tomorrow are we free to leave? Free? Free…

No. tomorrow we still have to visit the captain of the harbor to receive the final stamps on the crew list.

There is no chance to follow all this path without an agent (it is told that it costs 10,000 $) or without Alexei who did all that for free and asking a very low price for our stay at the yacht club, electricity and water included!

Saint Alexei, as I mentioned. It is better to warn him at least 45 days in advance not to lose all the time waiting as we did. If we knew it!

Let's go.

Stop! Stop! Rudder is blocked!

Frequent problems: luckily we are just one meter away from the pier.

A delay of just three hours thanks to the fitness and competence of Danilo, who knows the boat as his own.

And then, finally, the last stamps received, at seven p.m. August 3rd 2019 ve sail to the North, crossing our fingers and hoping that the weather forecast so good for now will stay so beyond the usual 72 hours...

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